Nella maggior parte dei soggiorni la parete più lunga viene riempita con quello che capita: un mobile televisore, una libreria comprata dopo, due mensole. Funziona, ma non tiene insieme la stanza. Una parete composta a progetto fa un lavoro diverso: organizza lo spazio e diventa il punto da cui si legge tutto il resto.
Sospeso dove si guarda, a terra dove si usa
La regola che risolve quasi tutti i casi è banale: gli elementi che stanno all'altezza dello sguardo vanno sospesi, quelli che si aprono ogni giorno vanno a terra. Il sospeso alleggerisce perché lascia vedere il pavimento sotto, e il pavimento continuo è quello che fa sembrare grande una stanza. Il contenimento a terra, invece, regge il peso e si apre senza acrobazie.
La libreria dà il ritmo
Una libreria a campate uguali è ordinata e un po' muta. Alternando luci diverse — una campata stretta, una larga, una chiusa da un'anta — la parete acquista un disegno e nasconde quello che non deve stare in vista. Il rapporto che funziona è circa due terzi aperto e un terzo chiuso: sotto quella soglia si finisce per esporre anche il router.
Le tre misure da controllare prima
Prima di disegnare qualunque cosa servono tre numeri: l'altezza utile dal pavimento al soffitto o alla trave più bassa, la posizione delle prese e dell'antenna, e la distanza dal divano allo schermo. La terza è quella che si dimentica sempre, ed è quella che decide quanto può sporgere il mobile senza rendere scomodo il passaggio.
In showroom ci sono composizioni montate a parete intera: si vede come cade la luce sui frontali e quanto conta, davvero, uno spessore di due centimetri.